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Museo Archeologico Antonio Salinas

Il complesso architettonico venne iniziato sul finire del XVI secolo su progetto dell'architetto Antonio Muttone per la Casa dei Padri della Congregazione di San Filippo Neri; l'edificio fu completato nel XVII secolo. Il complesso monumentale include, oltre al museo, la chiesa di Sant'Ignazio e l'Oratorio di San Filippo Neri. A seguito della legge sulla soppressione degli ordini religiosi del 1866,[1] l'edificio, confiscato alla Congregazione, divenne sede del museo nazionale. Per la trasformazione l'edificio venne completamente stravolto dalla sua forma originaria per andare incontro alle esigenze museali. Da quegli anni a oggi numerose sono state le trasformazioni che lo hanno interessato. Durante la seconda guerra mondiale l'allora direttrice del museo, Jole Bovio Marconi, si occupò di spostare tutto il materiale custodito all'interno del museo presso il convento di San Martino delle Scale. Questo permise di preservare la collezione dalle distruzioni dei bombardamenti alleati. Nel 1949 Bovio Marconi si occupò della del riallestimento museale; la struttura era stata pesantemente danneggiata il progetto di recupero architettonico fu curato dall'architetto Guglielmo De Angelis d'Ossat. L'8 luglio del 2009 il museo è stato chiuso per permettere l'apertura del cantiere di restauro e riammodernamento della struttura e dell'esposizione. I lavori sono ancora in corso nel 2015 e il museo rimane chiuso. Nel 2014 sono stati aperti alcuni ambienti a pianterreno per una mostra dedicata ad Antonino Salinas a cento anni dalla morte.