TEL.: +39 091.6110009 - CELL. +39 338.6704365

Teatro Massimo

Alla sua apertura, per monumentalità e dimensione (oltre 7.700 metri quadrati), suscitò le invidie di molti, come si può facilmente verificare leggendo i giornali italiani dell'epoca (es: L'Illustrazione Italiana del 6 giugno 1897). Di gusto neoclassico-eclettico, sorge sulle aree di risulta della chiesa delle Stimmate e del monastero di San Giuliano che vennero demoliti alla fine dell’Ottocento per fare spazio alla grandiosa costruzione. I lavori furono iniziati nel 1875 dopo vicende travagliate che seguirono il concorso del 1864 vinto dall'architetto Giovan Battista Filippo Basile, alla morte del quale subentrò il figlio, anch'esso architetto, che accettò di ultimare l'opera in corso del padre su richiesta del Comune di Palermo, completando anche i disegni necessari per la prosecuzione dei lavori del Teatro.

L'impresa di costruzioni che costrui' l'edificio del Teatro Massimo apparteneva ai due Soci - Giovanni Rutelli ed Alberto Machì. L'arch. cav. Giovanni Rutelli apparteneva ad un'antica famiglia italiana di origine britannica con tradizioni anche nel settore dell'architettura fin dalla prima metà del settecento palermitano con l'architetto S.r Mario Rutelli, suo bisnonno; egli, sotto l'affidamento dell'arch. G.B.F. Basile, diresse dall'inizio e fino al completamento tutti i lavori di costruzione dell'edificio con la propria direzione tecnica e costruttiva (tutte le opere murarie, le quali erano in pietra da taglio, dalle fondamenta sino all'ossatura dei solai, comprese tutte le decorazioni esterne). Il Rutelli, gia' costruttore civile ed imprenditore molto richiesto, era pure un profondo esperto sia delle antiche costruzioni greco-romane che della scienza stereotomica, conoscenze ereditate dalla stessa famiglia composta da diversi architetti ed imprenditori provenienti dalla tradizionale scuola siciliana degli architettori di impronta classica e barocca ma anche da artisti puramente classici della scultura, conoscenze essenziali e preziose per poter erigere un edificio - tempio del genere e mole come il Teatro Massimo, vero monumento dall'autentico stile greco-romano; si completo' così il fenomenale progetto del più che geniale Basile.

Da ricordare che G.B.F. Basile aveva organizzato dei corsi di formazione d'arte classica sia per l'intaglio della pietra che per la decorazione atti a formare un adeguato numero di esperti maestri preparati a dare le volute forme, e quindi a poter rifinire nei minimi dettagli richiesti tutti gl'innumerevoli blocchi di pietra viva da taglio necessari all'edificazione dell'imponente teatro, a parte le precise ed originali decorazioni esterne da apportare in seguito (durante quel periodo il numero di maestri esperti intagliatori a disposizione era estremamente esiguo poiché le note Maestranze dei tempi erano già andate scomparendo); per la costruzione, di maestri dell'intaglio se ne impiegarono addirittura circa centocinquanta; fu l'occasione da parte del Rutelli di ideare anche una rivoluzionaria gru azionata da un motore a vapore e caratterizzata da un ingegnoso sistema di pulegge/carrucole e cavi che s'impiegò effettivamente e con successo durante l'edificazione del Teatro Massimo V. E. per il sollevamento dei grossi massi, capitelli e colonne (capacità di sollevamento fino ad otto tonnellate di peso) a considerevoli altezze per quel tempo (fino a metri 22 d'altezza), il che poté accelerare anche il proseguimento dei lavori. Di detta gru il Comune di Palermo ne custodisce oggi il relativo prototipo in scala donato al tempo dallo stesso Giovanni Rutelli. Il 16 maggio 1897 si inaugurò ampiamente l'apertura ufficiale del Teatro da 3.200 posti con Falstaff (Verdi).

Nel 1903 avviene la prima assoluta di Barbarina di Gino Marinuzzi (1882-1945), nel 1910 di Mese mariano di Giordano, nel 1912 di La baronessa di Carini di Giuseppe Mulè, nel 1913 di Mimì Pinson di Ruggero Leoncavallo, nel 1941 di La zolfara di Mulè con Pia Tassinari e Giuseppe Valdengo, nel 1955 del successo di Il cappello di paglia di Firenze di Rota con Nicola Filacuridi ed Alfredo Mariotti per la regia di Corrado Pavolini, nel 1963 di Il diavolo in giardino di Franco Mannino con Clara Petrella, Jolanda Gardino, Ugo Benelli ed Enrico Campi e nel 1967 di Il gattopardo di Angelo Musco (compositore) con Ottavio Garaventa e Nicola Rossi-Lemeni.

Nel 1997 venne riaperto dopo un lunghissimo periodo d'abbandono iniziato nel 1974 per motivi di restauro procrastinato. Il lungo periodo di chiusura fu gestito dal sovrintendente Ubaldo Mirabelli dal 1977 al 1995.